Editoriale
UN DISCORSO TUTTO DA FARE
La nuova serie de “L’Ippogrifo”, che qui inauguriamo, dedica la sua parte monografica ad un tema che, nello scorcio di questo 2008, ha mosso diverse passioni: la scuola.
Come per la politica, anche per la scuola vale la considerazione che tutti si sentono autorizzati a parlarne. Giustamente: perché con la scuola tutti hanno avuto, hanno a che fare. Tutti hanno, dunque, piena titolarità di un discorso del genere.
Il discorso sulla scuola è un discorso politico, inevitabilmente. Un nobile discorso politico. Perché la scuola è un’istituzione, ed un discorso su un’istituzione è un discorso sul vivere civile e le sue forme.
Come si fa a sviluppare un discorso politico sulla scuola? Un discorso, beninteso, che voglia aspirare a dire qualcosa.
Due cose, appare chiaro, vanno evitate:
La sezione monografica della rivista vuole andare, quindi, nella direzione del contributo all’avvio di un discorso sulla scuola: strumenti per acquisire il più possibile delle sfaccettature di pensiero necessarie. I contributi sono diversi, per taglio, esperienza e visione, ma rispondono alle due condizioni di partenza che sopra
abbiamo esposto.
La altre due sezioni della rivista ci permettono di affiancare al primo dei mestieri freudianamente impossibili, l’educare, alcuni spunti sugli altri due, il governare e il curare. Si tratta in fondo dei tre temi su cui, da sempre, “L’Ippogrifo” lavora.
La rubrica “Doveri di cittadinanza” l’abbiamo dedicata a un argomento anche questo, come già quello della scuola, “caldo”, e cioè il federalismo, proponendo a quattro figure della politica locale di esprimere a ruota libera le loro idee sull’argomento.
Riguardo al curare, abbiamo infine raccolto gli atti di un simposio dedicato all’opera di Franco Bellucci, un artista che ci mostra una propria, originalissima e soprattutto efficace via per la cura del disagio mentale.
Chiude il numero la rubrica sulle buone letture, dove si parla di fede, salute e letteratura. Un ringraziamento particolare va rivolto a Pietro Weber, artista trentino che ci ha concesso di impreziosire questo primo numero della nuova serie della nostra rivista con la riproduzione di alcune delle sue bellissime opere.
Buona lettura.